Progetto ADOLESCENDO


PROGETTO "ADOLESCENDO"
Fin dalla scuola sarebbe opportuno essere informate su questa patologia così da riconoscerla il prima possibile e poterla trattare con una terapia.
L'obiettivo del progetto "adolescendo" di ARIANNe Onlus è di informare le adolescenti sull'esistenza di questa malattia, che colpisce le ragazze di tutte le età, provocando forti dolori mestruali e dolori al basso ventre anche al di fuori del ciclo.
Ricordiamoci che soffriamo tutte in maniera diversa. Tutte noi abbiamo diversi livelli di dolore per tutte noi il flusso mestruale è diverso.
Allora potrebbe essere necessario consultare il medico o parlarne con qualcuno.
FIDATI DEL TUO CORPO!!!
Lui sa meglio di chiunque altro come ti senti, vai dal tuo medico o parlane con qualcuno dell'associazione ARIANNe Onlus.
ARIANNe Onlus è a tua disposizione ed a tua disposizione dei tuoi genitori.

III° Convegno Nazionale: SOS ENDOMETRIOSI E ADOLESCENTI … DOMANI DONNE – 19/11/2016
SINTETICA RELAZIONE CHE ILLUSTRI L’INIZIATIVA E NE DIMOSTRI LA PARTICOLARE QUALITÀ E RILEVANZA

La prevenzione prima di tutto: a scuola ma anche fuori.
Perché è importante rivolgersi alle adolescenti?
“Perché un’attenzione ad alcuni campanelli d’allarme può aiutare a fare prevenzione, a riconoscere in maniera precoce l’endometriosi, a curarla meglio. Per la diagnosi, in genere, ci vogliono otto anni. Ma se davanti a certi sintomi ci si interroga già in adolescenza, magari parlandone con la mamma, con l’insegnante, con un’amica, si può evitare di scoprire la verità troppo tardi”.
L’endometriosi, spesso, non consente di avere figli: anche in quest’ottica si è scelto di parlare alle ragazzine
“perché dalle storie alle quali assistiamo, ci siamo rese conto che spesso ci si accorge di soffrire di endometriosi proprio quando si cerca un figlio”.
A quali segnali dovrebbero stare attente le giovani?
“Al ciclo doloroso, abbondante, irregolare; alla stanchezza e al malessere; allo spotting intermestruale. Nella brochure che abbiamo realizzato non vogliamo lanciare messaggi terroristici: non è nostra intenzione spaventare nessuno. Ma se si presta attenzione a questi campanelli d’allarme, si può arrivare non solo a evitare il calvario che per esempio ho attraversato io, che ho subito dodici interventi, ma – nella migliore delle ipotesi – a escludere la presenza della malattia”.
Nella nostra brochure, per rendere il tema meno noioso, abbiamo usato la tecnica del fumetto: le ragazze protagoniste, come si capisce dai tratti somatici, vengono da diversi Paesi del mondo.
Perché abbiamo scelto un taglio multietnico?
“Perché spesso il problema del mancato riconoscimento dei sintomi o delle diagnosi tardive è dovuto al fatto che, di endometriosi, non si parla. E se questa è una piaga che vale tra le italiane, figuriamoci tra le straniere. Vogliamo fare un’opera di sensibilizzazione ad ampio raggio”.
Con il senno di poi, se avesse capito da ragazzina che di mezzo c’era l’endometriosi, quali vantaggi avrebbe avuto?
“Difficile dirlo ma sicuramente non sarei entrata e uscita dalle sale operatorie. Nel mio caso ha influito negativamente anche l’incontro con medici poco preparati, che hanno sottovalutato a più riprese la malattia e che non hanno fatto quel bagno d’umiltà necessario a indirizzarmi verso i centri specializzati. Dopo il primo intervento il chirurgo mi disse che il mio era un problema da niente”.